FUORIDALL'AUTOMATICO CORSO DI FOTOGRAFIA
Home › Blog › Ritratti

Come fare bei ritratti anche da principiante

Non servono luci da studio e obiettivi da duemila euro. Servono cinque cose, tutte gratuite tranne una, e quella la hai già.

Manuel Diamanti di Manuel Diamanti — fotografo da 18 anni, insegna fotografia di base a Terni

In breve: un buon ritratto dipende da cinque cose, in quest'ordine: la luce, lo sfondo, l'altezza da cui scatti, la messa a fuoco sull'occhio, e il rapporto con la persona che fotografi. Impara queste e i tuoi ritratti cambieranno da subito, con qualunque fotocamera.

Ho fotografato migliaia di persone che non volevano essere fotografate — a matrimoni, eventi, situazioni in cui nessuno posa volontariamente. La maggior parte dei ritratti che mi piacciono davvero li ho fatti senza luci aggiuntive, senza flash, senza scenografie.

Quello che faceva la differenza era sempre la stessa roba: dove mettevo la persona rispetto alla luce, cosa c'era dietro, e quanto riuscivo a farla rilassare nei trenta secondi prima dello scatto.

Vediamo le cinque cose una alla volta.

1. La luce — conta più di tutto il resto messo insieme

La luce morbida e laterale è quella che funziona meglio sui volti. La trovi sotto un portico, accanto a una finestra, all'ombra di un palazzo. La luce diretta del sole a mezzogiorno è la peggiore in assoluto: ombre dure sotto il naso, occhi strizzati, fronte che brilla.

Il consiglio più utile che posso darti è questo: sposta la persona, non cercare di correggere la luce. Se il sole batte in faccia, fai due passi e mettila all'ombra. Se sei in casa, avvicinala a una finestra. Fatto.

La golden hour — quella luce calda dell'ultimo sole — viene raccontata come il momento magico per i ritratti. Ed è vero che è bella. Ma dura venti minuti, cambia di continuo e se non sai gestirla ti mette in difficoltà. Sai cosa funziona meglio per un principiante? L'ombra aperta. Quella sotto un albero grande, sotto un portico, sul lato in ombra di un edificio. Luce uniforme, morbida, facile. Sempre.

Un trucco che uso spesso: metti la persona con le spalle verso il sole e usa la compensazione dell'esposizione a +0.7 per schiarire il viso. Lo sfondo si brucia un po', il viso viene perfetto. È il ritratto in controluce più semplice del mondo.

2. Lo sfondo — se non lo guardi, ti rovina la foto

Il principiante guarda il soggetto. Il fotografo guarda lo sfondo. Un palo che esce dalla testa, un cestino dell'immondizia, una macchina parcheggiata — non li noti mentre scatti, li noti dopo. E dopo è tardi.

Due cose da fare, subito, sempre:

Lo sfondo ideale per un ritratto è uno sfondo che non noti. Colori uniformi, niente scritte, niente oggetti riconoscibili. Se devi scegliere tra una luce perfetta con sfondo brutto e una luce buona con sfondo pulito, prendi la seconda.

3. L'altezza — due spanne cambiano tutto

Fotografa all'altezza degli occhi della persona, o appena più in alto. Mai dal basso — allarga il mento, schiaccia il naso, crea un effetto che non piace a nessuno. Se fotografi un bambino, piegati. Se fotografi qualcuno seduto, piegati.

Questo è l'errore che vedo fare di più: il fotografo sta in piedi, la persona è seduta su una panchina, e lo scatto viene da sopra col naso enorme oppure dal basso col doppio mento. In entrambi i casi, la persona si vede nella foto e dice "non sono fotogenico".

Non è che non sia fotogenica. È che l'hai fotografata dall'angolo sbagliato.

Un leggero angolo dall'alto — cinque, dieci gradi — in realtà funziona bene: assottiglia il viso e mette in risalto gli occhi. Ma la parola chiave è leggero. Non devi salire su una sedia.

4. La messa a fuoco — sull'occhio, sempre

Nei ritratti la messa a fuoco va sull'occhio più vicino alla fotocamera. Se quell'occhio è sfocato, il ritratto non funziona — anche se tutto il resto è perfetto. Il cervello cerca gli occhi per primi, e se li trova sfocati legge la foto come sbagliata.

Se la tua fotocamera ha il riconoscimento occhi nella messa a fuoco automatica, attivalo e dimenticati del problema. Se non ce l'ha, usa il punto di messa a fuoco singolo, mettilo sull'occhio, blocca e ricomponi.

Con il diaframma aperto — f/1.8, f/2 — la profondità di campo è sottilissima. Bastano due centimetri per passare da "occhio perfettamente a fuoco" a "occhio sfocato". Non c'è margine. Per questo dico: se c'è una sola cosa su cui concentrarti mentre scatti un ritratto, è questa.

5. Mettere a proprio agio chi fotografi — la parte difficile

Questa è la differenza tra una "foto di una persona" e un "ritratto". La tecnica si impara in un pomeriggio. Far rilassare qualcuno davanti a una fotocamera è un'altra cosa, e ci vuole pratica.

La maggior parte delle persone, appena vede una fotocamera puntata, si irrigidisce. Spalle su, sorriso forzato, espressione da documento d'identità. È un riflesso, non ci può fare niente.

Quello che puoi fare tu:

Le impostazioni tecniche per i ritratti

Se sai già uscire dall'automatico, ecco le impostazioni da cui partire:

La compensazione positiva è il dettaglio che quasi nessun principiante conosce. L'esposimetro tende a scurire i volti, specialmente le carnagioni chiare. Quel mezzo stop in più fa la differenza tra un viso luminoso e uno spento.

L'errore che fanno tutti

Comprare un obiettivo da ritratto prima di aver capito queste cinque cose. Ho visto gente con un 85mm f/1.4 da mille euro fare ritratti con la luce sbagliata, lo sfondo pieno di roba e la messa a fuoco sul naso. L'obiettivo non salva niente.

Se hai il kit 18-55 che è arrivato con la macchina, mettilo a 55mm, apri il diaframma al massimo e avvicinati. Farai ritratti migliori di chi ha il teleobiettivo costoso e non sa dove mettere la persona rispetto alla luce.

Se poi vuoi fare un passo in più, un 50mm f/1.8 costa intorno ai centocinquanta euro ed è l'obiettivo con il miglior rapporto qualità-prezzo che esista. Ma prima impara le cinque cose di questa guida. L'obiettivo è l'ultimo pezzo, non il primo.

Hai notato che ho parlato tanto di composizione senza chiamarla così? Sfondo, distanza, altezza — sono tutte regole compositive applicate ai ritratti. Se vuoi approfondire, lì trovi il quadro completo.

Se non hai ancora tolto la fotocamera dall'automatico, parti da qui: come uscire dalla modalità automatica — tre comandi, una sera, e sei pronto per tutto il resto.

Se vuoi provarlo davvero

A ottobre, a Terni, faccio un corso base di fotografia. Cinque serate in aula e due uscite a fotografare insieme: quattordici ore, tutte in presenza. Si parte dal principio, e non serve comprare niente — va bene la fotocamera che hai già.

Guarda com'è fatto Dal 15 ottobre 2026 · Posti limitati