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Le impostazioni da cambiare subito sulla tua macchina fotografica

Nessuna di queste riguarda il talento. Sono voci sepolte nei menù che quasi nessuno tocca, e che stanno peggiorando le tue foto da quando hai comprato la fotocamera.

Manuel Diamanti, fotografo di Manuel Diamanti — fotografo da 18 anni · 6 agosto 2026

Quando compri una macchina fotografica, esce dalla scatola configurata per una persona che non esiste: qualcuno che scatta in automatico, guarda le foto sul telefono e non le apre mai al computer. Le impostazioni predefinite sono pensate per non far arrabbiare nessuno, non per farti fare foto migliori.

La buona notizia è che si sistemano in dieci minuti, seduto sul divano. Non serve uscire, non serve capire l'esposizione, non serve comprare niente.

I nomi delle voci cambiano da marca a marca — Canon chiama una cosa in un modo, Nikon in un altro, Sony in un terzo. Qui ti dico cosa cercare; se sulla tua fotocamera si chiama in modo leggermente diverso, il concetto è quello.

1. Scatta in RAW, non in JPEG

Il JPEG è una foto già decisa: la fotocamera sceglie contrasto, colore e nitidezza, butta via il resto e ti consegna il risultato. Se il cielo è venuto bianco, quel bianco è definitivo.

Il RAW conserva tutto quello che il sensore ha registrato. Vuol dire che un cielo che sembrava perso torna azzurro, un viso in controluce si schiarisce, un colore sbagliato si aggiusta — anche mesi dopo. È la differenza tra una foto da buttare e una da salvare.

Cerca Qualità immagine e scegli RAW, oppure RAW+JPEG se vuoi anche la versione pronta da mandare su WhatsApp.

I file pesano tre o quattro volte tanto. Se la scheda è piccola è il momento di prenderne una più grande: costa meno di un filtro e ti salva molte foto.

2. Metti un tetto agli ISO automatici

Gli ISO decidono quanto il sensore è sensibile alla luce: più salgono, più la foto diventa granulosa. Lasciata libera, la fotocamera li alza fino a valori altissimi pur di non sbagliare l'esposizione — e ti restituisce un'immagine impastata.

Cerca Impostazioni ISO auto e imposta la sensibilità massima: 3200 se la fotocamera ha qualche anno, 6400 se è recente. Da lì in poi, invece di alzare gli ISO all'infinito, la fotocamera cercherà un'altra strada.

3. Imposta il tempo minimo di scatto

Questa è la voce che risolve il mosso, ed è nascosta un livello sotto quella di prima. Dice alla fotocamera: sotto questa velocità non scendere mai, alza piuttosto gli ISO.

Il mosso è il difetto più frequente nelle foto dei principianti, e quasi sempre non dipende dalla mano ferma: dipende dal fatto che la fotocamera ha scelto un tempo troppo lento perché nessuno le ha detto di non farlo.

Cerca tempo di posa minimo dentro le impostazioni degli ISO automatici. Metti 1/125 per stare tranquillo, 1/250 se fotografi bambini o animali.

4. Passa alla messa a fuoco a punto singolo

Di serie la fotocamera sceglie da sola dove mettere a fuoco, valutando decine di punti. E sceglie quasi sempre la cosa più vicina e più contrastata: la ringhiera davanti al soggetto, il ramo in primo piano, la spalla invece degli occhi.

Con il punto singolo decidi tu, e lo sposti con le frecce o con il dito sullo schermo. Cerca Area AF o Modo area AF.

Se la tua fotocamera ha il riconoscimento dell'occhio, attivalo: è una di quelle funzioni che sembrano una trovata di marketing e invece cambiano davvero i ritratti.

5. Trova la compensazione dell'esposizione

È il comando più utile della fotocamera, ed è anche il meno usato. Serve a dire «questa foto falla più chiara» o «più scura» restando nelle modalità semi-automatiche.

Ti serve perché l'esposimetro cerca sempre una luminosità media, e in alcune situazioni sbaglia in modo prevedibile:

È la ghiera o il pulsante con i simboli +/−. Su molte macchine si tiene premuto e si gira la rotellina. Provalo adesso: vedrai l'immagine cambiare sullo schermo mentre giri.

6. Accendi l'avviso delle alte luci

Lo schermo inganna: al sole sembra tutto scuro, in casa sembra tutto perfetto. Poi apri le foto al computer e scopri che metà cielo è bianco.

L'avviso delle alte luci fa lampeggiare le zone bruciate — quelle dove non c'è più niente da recuperare, nemmeno in RAW. È l'unico modo per accorgerti dell'errore mentre puoi ancora rifare lo scatto, invece che la sera a casa.

Cerca nel menù di riproduzione le opzioni di visualizzazione e spunta alte luci e istogramma.

7. Sposta la messa a fuoco sul pulsante posteriore

Questa è quella che fa dire «finalmente» anche a chi fotografa da anni, ed è l'unica delle sette che richiede qualche giorno di abitudine.

Di serie il pulsante di scatto fa due cose insieme: mette a fuoco e scatta. Così ogni volta che scatti la fotocamera rifà il fuoco, e se il soggetto si è spostato di mezzo passo lo perdi.

Separandole, metti a fuoco una volta con il pollice sul pulsante AF-ON (o AE-L/AF-L) e poi scatti quante volte vuoi senza che niente cambi. Cerca nelle personalizzazioni la sezione comandi, assegna la messa a fuoco a quel pulsante e disattiva AF con pulsante di scatto.

Per due giorni ti sembrerà scomodo e vorrai tornare indietro. Al terzo non ci pensi più, e non tornerai mai più come prima.

La prima pagina del PDF con le sette impostazioni
La versione da tenere in mano

Le stesse sette impostazioni, in un PDF da tre pagine

Con i nomi esatti delle voci marca per marca, l'ordine in cui farle e una prova finale da due minuti per vedere la differenza. Da stampare o tenere aperto sul telefono mentre giri i menù.

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Provale adesso, in due minuti

Non serve aspettare l'occasione giusta:

  1. Metti qualcuno davanti a una finestra, con la luce alle spalle.
  2. Scatta così com'è: verrà con la faccia scura. È normale, non è colpa tua.
  3. Alza la compensazione a +1,5 e riscatta.
  4. Guarda le due foto una accanto all'altra.

Quella differenza non l'ha fatta una fotocamera migliore. L'hai fatta tu, decidendo una cosa che prima decideva lei. È esattamente il passaggio che separa chi subisce la fotocamera da chi la usa.

Perché sistemare la fotocamera non basta

Queste sette cose tolgono di mezzo i difetti che non dipendono da te. Le foto smettono di venire mosse, granulose, bruciate o a fuoco sul punto sbagliato — e già così cambia parecchio.

Quello che non risolvono è la parte difficile: decidere. Quanta profondità vuoi, dove va il fuoco, che luce stai guardando, cosa lasci dentro l'inquadratura e cosa tagli — cioè la composizione fotografica. Quella non si impara da un articolo né da un PDF, perché non è informazione che manca: è che quando sei lì, con la fotocamera in mano e la luce che cambia, non sai cosa toccare.

Per quello serve qualcuno accanto che ti corregga mentre sbagli, non dopo.

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